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KUSTOM KULTURE
Per le nuove generazioni è meno facile comprendere certi fenomeni di cultura, moda e sviluppo di idee, perché troppo legati all'era della televisione (ultimi 20 anni) e ai progressi tecnologici che inducono a ragionamenti 'stretti' e immediati e dove le tendenze cambiano ogni stagione.
Ora si usa dire che si è fatto e provato di tutto, che non c'è più nulla da inventare. Mentre 50 anni fa c'era 'tanto da fare' e poteva accadere che una persona che si metteva a 'spogliare' la propria moto, per alleggerirla per poter correre meglio, avrebbe creato il fenomeno custom che ora tutti conosciamo. Oppure, che un ragazzo, ispirato dal padre pittore, si mettesse a disegnare delle semplici, ma ben fatte, righe e linee sulla carrozzeria di una moto per creare il fenomeno del 'Pinstriping' e divenire un artista mondiale. In poche parole, quello che si faceva un tempo nasceva dalla passione, dall'anima, dal genio della mente umana e smuoveva intere masse coinvolgendole per decenni. Ora invece, tutto nasce dall'interesse economico, dal fabbisogno commerciale, le mode vengono create a tavolino o disegnate dal computer e durano il tempo necessario a qualcun altro per sfornare un'altra idea per far soldi (e tutti noi dietro a spendere).
Le Hot rod, letteralmente bielle roventi, sono delle vetture, spesso storiche, pesantemente modificate. In origine il termine indicava la pratica di prendere una vecchia e poco costosa auto e di alleggerirla togliendo i paraurti, i finestrini, il tetto e tutte le parti non indispensabili. Il motore veniva sostituito o migliorato per avere una maggiore potenza. Venivano aggiunti pneumatici più grandi e l’auto veniva verniciata in modo molto appariscente.
Ci sono diverse ipotesi sull’origine del termine. Una prima ipotesi fa risalire il termine alla contrazione di ‘’Hot Roadster’’ mentre secondo altri questo termine deriva dall’operazione di sostituzione delle bielle, in inglese ‘’rod’’, effettuata per permettere al motore di raggiungere un numero di giri superiore senza incorrere nel rischio di avarie meccaniche. Durante gli anni ‘50 e ‘60 questo termine veniva usato in senso dispregiativo per qualsiasi vettura che fosse diversa dalla massa delle vetture prodotte in serie. Nel 1970 gli ‘’hot rodder’’ cercarono di ripulire la loro immagine e adottarono il termine Street rod per definirsi.
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La tipica vettura hot rod era una vettura pesantemente modificata dove quasi tutti i componenti, (motore, trasmissione, sterzo, etc.) erano stati sostituiti. I motori preferiti per queste trasformazioni erano il Ford V8 Flathead o lo small block V8 della Chevrolet per le loro relativamente ridotte dimensioni, la potenza e la facilità di reperirli.
L’età classica delle hot rod finì sia per la rarefazione delle vintage tin (scatole di metallo) sia per l’avvento delle muscle car, vetture potenti e veloci prodotte in serie che non richiedevano quasi nessun intervento, mentre per realizzare una hot rod bisognava saper lavorare come meccanico, saldatore e carrozziere.